Borse del Turismo

Voci correlate

Nelle manifestazioni fieristiche a carattere turistico, è particolarmente accentuata la propensione ad estendere i punti di incontro fra la produzione (pacchetti, itinerari, strutture ecc.) e gli intermediari della domanda (stampa specializzata, operatori del settore, consumatori finali e pubblico). Per il carattere commerciale / promozionale che assume questa tipologia di manifestazione fieristica viene chiamata Borsa.

Normalmente si definiscono fiere quelle rassegne di prodotti che sono realizzate senza limitazione merceologica, aperte al pubblico, dove è consentita la vendita dei prodotti e campioni esposti, differenziandosi dalle mostre, che sono rassegne limitate ad un solo settore merceologico o a settori omogenei distinguendo, eventualmente, tra mostra mercato e mostra specializzata, riservata normalmente ai soli operatori.

L’esposizione di offerte turistiche si caratterizza per il vasto ventaglio di strumenti atti a coinvolgere il pubblico, il quale – da potenziale utente e consumatore – attenderà come beneficio dall’esposizione fieristica la possibilità di rintracciare fra gli stand un momento preliminare e introduttivo della vacanza, quasi la possibilità di pregustare la destinazione.

In tale quadro, la percezione sensoriale gioca un ruolo centrale al punto tale che, chi passa fra gli stand, sarà investito da una serie di suggestioni che andranno a colpire tutti i sensi.

Oltre alla vista (tramite manifesti, dépliant, stampe e guide), le suggestioni di una destinazione troveranno effettiva attuazione attraverso il gusto (le esposizioni di prodotti enogastronomici con assaggi e degustazioni), il tatto (toccare, effettivamente con mano, lavori artigianali eseguiti direttamente negli stand per il pubblico: litografie, tessiture, vetri soffiati, cesti intrecciati in paglia ecc.), l’olfatto (oltre agli odori dei prodotti enogstronomici, anche le essenze che ricordano una determinata regione, come ad esempio la lavanda per la Provenza o gli agrumi per la Sicilia) e, infine, l’udito (con esibizioni folcloristiche di bande musicali, cori, sbandieratori ecc.).

Un’idea comunicativa molto originale ed efficace, in tal senso, fu quella adottata dal T.O. Marcelletti Viaggi, con uno stand per la BIT di Milano che sembrava un chiosco per la vendita di frutta e verdura fresca (nostrana ed esotica) dove si poteva assaporare e toccare i prodotti esposti in un’atmosfera di fragranze che comunicavano socievolezza.
I cataloghi turistici venivano consegnati solo a “richiesta” da finti fruttivendoli o accompagnavano le confezioni offerte.
Questa iniziativa è stata poi copiata da altri operatori che hanno volgarizzato l’idea vendendo i prodotti anziché offrirli gratuitamente ed interrompendo così quell’accostamento metonimico che legava i prodotti turistici al valore di spontaneità e di freschezza.

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Turismo e comunicazione. Strategie di costruzione del prodotto turistico

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