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Tendenze e Aspetti Innovativi della Progettazione Alberghiera

Negli ultimi decenni  i canoni di progettazione alberghiera sono notevolmente cambiati. Anzitutto, maggiore attenzione viene prestata all’ambiente e, nell’eventuale recupero di palazzi storici, si cerca di mantenere al massimo il carattere dell’edificio, in armonia con le facciate esterne e la realtà circostante. Cosa impensabile  negli anni ’50, quando una speculazione selvaggia mirava ad acquisire il massimo utile al minimo costo, in sfregio a ogni vincolo culturale e paesaggistico.

Anche la distribuzione degli spazi interniè più articolata e funzionale: se non si torna agli “sprechi” degli anni ’30 e ’40, quando le stanze degli hotel di lusso sembravano sale da ballo, senza parlare degli enormi disimpegni – peraltro destinati a una clientela con una permanenza media di 10/15 giorni – e dei macro bagni, oggi si rifugge dagli abitacoli tipo giapponese per creare ambienti vivibili.

Numerosi sono gli esempi di hotel, ricavati da vecchi alberghi, in cui il numero delle abitazioni è stato ridotto in funzione dei comfort (non parliamo naturalmente di Formula I, che peraltro trova ostacoli all’introduzione in Italia, dove l’ospitalità è ancora un culto e non uno “scappa e fuggi”).

E, in un’ottica di marketing alberghiero, particolare attenzione  viene riservata alle motivazioni e quindi alle aspettative del Cliente, tenendo presenti, a ugual titolo, nella progettazione di nuove strutture, due  tipi di esigenze in apparenza contrastanti: quelle del business/woman che, pur utilizzando al massimo i servizi di appoggio (fax, computer, telefonia, stireria, sale riunioni) ha una permanenza media di uno/due giorni rimanendo in camera quasi esclusivamente per dormire e per cambiarsi, e quelle del turista della terza età che viaggia generalmente insieme alla moglie e cerca nell’hotel un ambiente relativamente spazioso, consono a una permanenza più prolungata.

Questo sempre senza perdere d’occhio il benessere dell’ospite: insonorizzazione delle camere: letti comodi, bagni funzionali.

Assai più severe sono diventate le norme di sicurezza e antincendio:  obbligo di prese con messa a terra, stoffe, coperte, mouquettes e imbottiture ignifughe, limitato utilizzo di legno in camera, segnaletica comprensibile e ripetitiva, sprinkler automatici, rilevatori di fumo.

I criteri sono molto diversi anche per quanto concerne gli impianti tecnici: sono oggi impensabili stanze senza bagno privato o telefono, “lussi” riservati in passato solo alle categorie più esclusive.

Nella maggior parte degli esercizi a tre o quattro stelle, l’aria condizionata, spesso con regolazione autonoma, è ormai un fatto scontato così come l’umidificazione degli ambienti, i telefoni a linea diretta, i canali TV via satellite, gli allacciamenti in camera per fax e computer.

Esistono poi gli “alberghi  intelligenti”, dove le camere sono sottoposte a un controllo energetico, grazie a dispositivi che staccano automaticamente l’elettricità, – escluso frigo, fan-coil e fax – non appena la chiave viene depositata nel casellario, cui si aggiunge talvolta un “impianto di gestione stato camere”, in pratica spie luminose di diversi colori, collegate a un monitor del ricevimento, che informano sulla presenza in camera del cliente o delle cameriere (quindi immediatamente reperibili), avvertono se è stato innescato il “non disturbare”, se il frigo è rimasto aperto, se i letti sono stati rifatti.

Di grande appeal la moderna telefonia che, oltre a consentire trasmissioni in tempo reale di documenti e immagini e collegamenti per teleconferenze, dal momento del check-in , informa tutto il personale sui dati del cliente: nome, nazionalità, lingua parlata, numero di stanza, durata del soggiorno. Di conseguenza, ad ogni chiamata, interna o esterna, il barman, il centralino o il portiere risponderà salutando l’ospite con il suo nome oppure indicando all’interlocutore dove e fino a quando potrà trovarlo.

Sotto il profilo del marketing, soprattutto per quanto concerne i grandi immobili ad uso turistico, è oggi quasi d’obbligo la progettazione virtuale, consistente  nel simulare edifici che esistono soltanto sulla carta con proiezioni tridimensionali.

Si possono così sperimentare a priori non solo la distribuzione degli ambienti e degli spazi multifunzionali, i diversi tipi di arredamento, le condizioni acustiche e gli effetti dei punti luce, ma anche i percorsi interni ed esterni. Ed è proprio la verifica della funzionalità dei percorsi  ciò che costituisce l’aspetto più importante, se si tiene conto della mobilità della clientela all’interno dello stabilimento che connota l’esercizio alberghiero e la gestione necessariamente dinamica del servizio.

Le tecniche di progettazione virtuale, quindi, presentano tre immediati vantaggi:

  1. consente al potenziale acquirente o proprietario del futuro immobile o di parte di esso – nel caso di residence – di suggerire , prima della costruzione, sulla base di una pre-realtà nella quale viene immerso, le modifiche più consone alle sue esigenze (prassi già collaudata in Giappone);
  2. simula l’impatto dell’immobile sull’ambiente circostante anche per quanto concerne i flussi di traffico derivanti dalla costruzione dell’immobile medesimo:
  3. ottimizza la progettazione delle aree pubbliche attraverso un commento critico di organizzazioni congressuali e tour operators per quanto attiene non solo a spazi e percorsi ma soprattutto a illuminazioni complesse e condizioni acustiche.
  4. inoltre, per ambienti standardizzati – si tratti di bar, cucine, sale ristorante o camere da letto – i sistemi CAD (Computer Aided Design, alias Progettazione Computerizzata) consentono di disporre i moduli arredativi sulle piante architettoniche e di ricavare automaticamente (grazie a un data base)le disponibilità di magazzino del fornitore e, sulla base di un foglio di calcolo, il preventivo degli arredi stessi in tempo reale.

Questi sistemi di logica post-industriale – attualmente messi a punto, tra gli altri, dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano – si riveleranno quanto mai necessari in un prossimo futuro, allorché i potenziali utenti di strutture alberghiere, viziati dalle comodità casalinghe nelle quali operano, senza bisogno di scomodi spostamenti, grazie alla telematica, pretenderanno di trovare nell’hotel un comfort superiore o quanto meno analogo.

In atri termini, si tratta oggi di progettare proiettandosi nel futuro.

di Claudia Damiani

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