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Il Palazzo della Fonte

Case History: Fiuggi

Il Palazzo della Fonte di Fiuggi appartiene a quella “casta” di alberghi, nati a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, che hanno rappresentato l’élite  assoluta dell’hotellerie di vacanza , caratterizzati da spazi enormi e da scenografie splendide, in grado quasi sempre, grazie alla loro fortissima “personalità” , di divenire una sorta di emblema del territorio circostante. Costruito agli inizi del secolo da Oreste Rosa, su progetto di Garibaldi Burba, con decorazioni del Galimberti ed arredamenti della ditta Ducrot, fu inaugurato il 5 luglio del 1913. La collocazione geografica , su un colle che  domina la città, al centro di un grande parco, unita alla ricercatezza delle soluzioni estetiche, in chiaro stile tardo eclettico, e alla completezza  della dotazione di servizio, ne fecero immediatamente un punto di riferimento a livello europeo, fino a raggiungere il momento di massimo splendore che coincide con il periodo tra le due guerre, durante il quale fu meta di soggiorno della famiglia reale, di ministri, di nobili e di personalità di ogni genere.

A partire dal dopoguerra iniziò il lento ma inesorabile declino dell’albergo, legato ad una evoluzione del mercato turistico cui non corrispondeva un adeguamento dell’offerta, sia in termini di mantenimento del “livello” della struttura, sia in termini di ricerca di fasce di utenza differenti da quelle tradizionali, legate al soggiorno climatico-termale, attraverso la creazione di nuovi servizi dedicati  ad esse. Questo processo culminò con la chiusura , avvenuta intorno alla metà degli anni settanta. Solo alla fine degli anni ottanta, con l’acquisizione da parte del gruppo Forte, il complesso ha potuto avere quegli interventi ormai indispensabili per restituirgli una rinomata, moderna funzionalità alberghiera.

Sul punto progettuale la ristrutturazione del “Palazzo” proponeva tre aspetti contrastanti : enfatizzazione delle sue tipiche atmosfere “old-style”, atout esclusivo ed irrinunciabile, attraverso il mantenimento e la valorizzazione della definizione architettonica originaria: arricchimento e diversificazione dei servizi offerti, non essendo più pensabile rivolgersi al solo mercato climatico-termale, ormai insufficiente per consentire la gestione di una tale struttura:  adeguamento delle caratteristiche , in termini di funzionalità e sicurezza, sia del lay-out che degli impianti e delle finiture.

La scelta di fondo dei progettisti per quanto riguarda il layout, fortemente difesa anche quando inizialmente il gruppo Forte  sembrava di convincimento diverso, è stata quella di mantenere inalterata – a meno di piccoli interventi dettati dalla necessità di ottimizzarne la funzionalità – la distribuzione delle aree comuni, alcune delle quali erano estremamente caratterizzate in relazione alla loro funzione e ricche di suggestioni ed atmosfere. Così la grande sala ristorante, la sala attigua, il bar e i living, che erano in ottimo stato di conservazione e proponevano decorazioni e pitture murali di pregio, hanno subito un semplice restauro conservativo, che ne ha consentito il totale recupero, compreso il pavimento di parquet di rovere e, ove consentito dalle esigenze legate alla prevenzione degli incendi, gli infissi a vetri interni. Il salone delle feste , la hall e i percorsi di accesso, già modificati nel corso degli anni, pur subendo alcuni interventi tesi ad aumentare la flessibilità, la dotazione dei servizi e la sicurezza d’uso, hanno mantenuto la loro funzione e sono stati trattati, a livello di materiali e finiture, in modo  da differenziarsi , pur nella continuità stilistica, rispetto ai primi. Anche le cucine ed i servizi annessi, sia pure completamente rivisti nell’organizzazione interna degli spazi, sono rimasti nella stessa area.

Questa scelta ha avuto notevoli ripercussioni sugli impianti tecnologici, ovviamente riprogettati e realizzati secondo i più moderni  criteri , soprattutto in relazione alla climatizzazione e all’antincendio, per i quali è stato necessario adottare soluzioni molto complesse che hanno  consentito di  non intervenire, se non con gli elementi tradizionali (immissione e ripresa aria, rilevatori di fumo, lampade di emergenza, etc.) e comunque sempre in modo estremamente discreto, negli ambienti rimasti “originali”.

Molto più radicale l’intervento sulle camere e sui bagni, la cui distribuzione è stata completamente ridisegnata, in modo da uniformarne le caratteristiche distributive e dimensionali ad uno standard più elevato, anche a costo della perdita di alcuni unità ai piani terzo e quarto. D’altro canto, l’esigenza di  rispetto della normativa per la prevenzione degli incendi, insufficienti per gli standard attuali, l’eccessiva flessibilità e la bassa resistenza al fuoco dei solai in ferro, che richiedevano interventi rilevanti, la necessità di realizzare completamente ex-novo gli impianti elettrici, telefonici, antincendio, termo idraulici e di climatizzazione, l’assenza di elementi decorativi di pregio, erano tutte circostanze che deponevano in favore di tale scelta.

L’impostazione progettuale descritta, unita alla necessità di arricchire l’offerta dei servizi, con la creazione, in particolare, di un moderno centro congressi e di un grande healt-center, ha però generato l’esigenza di spazi alternativi da destinare alle nuove funzioni  e, ove possibile, alle stanze, per recuperare almeno in parte le unità perse. Grazie alla costruzione di due nuovi edifici, adibiti rispettivamente a centrale tecnologica e ad alloggio per personale  e con l’ottimazione delle funzioni  di servizio, quali magazzini, cantine, mense del personale, lavanderie, etc., è stato possibile ricavare 14 stanze al piano sottotetto, precedentemente adibito ad alloggio del personale, e recuperare gran parte del piano seminterrato, ove, sul lato sinistro è stato realizzato l’healt-center , dotato di palestra, di una grande piscina interna e di un ascensore riservato per i piani delle stanze, e sul lato destro il centro congressi, caratterizzato da una grande sala conferenze integrata da salette più piccole e con la possibilità, all’occorrenza, di utilizzare anche il salone delle feste al piano superiore, che può agevolmente essere isolato dalla altre aree comuni e trasformato in sala conferenze perfettamente collegata con il resto del centro.

Anche le aree esterne, ovviamente, sono state interessate dall’intervento, oltre che con la realizzazione dei fabbricati di servizio clienti, anche con la ridefinizione della viabilità interna al parco, la sistemazione del parco stesso, la costruzione di un padiglione attiguo alla piscina esterna, la realizzazione di due campi da tennis , di tre campi da bocce, etc..

Un aspetto significativo della ristrutturazione del Palazzo della Fonte  è stata la rapidità di esecuzione. Data la prevalente stagionalità dell’attività alberghiera di Fiuggi, infatti, era  essenziale poter completare i lavori prima dei mesi estivi. La progettazione architettonica per la richiesta delle concessioni edilizie e delle autorizzazioni alla Soprintendenza ai beni Ambientali, è stata portata a termine nell’arco di tre mesi, mentre la progettazione esecutiva è stata  effettuata contestualmente alla realizzazione dei lavori che, iniziati nel maggio ’89, non appena ottenute le concessioni edilizie, hanno avuto una durata di 12 mesi, per consentire l’apertura dell’albergo nel giugno ’90, cosa regolarmente avvenuta, nonostante la necessità di predisporre due varianti in corso d’opera, dovute agli aggiustamenti progettuali effettuati durante la redazione degli esecutivi.

di Pietro Necci

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