Partnering Turistico

L’impostazione, la creazione, l’organizzazione ed il rinforzo continuo di una partnership strategica di successo

Autore: Maurizio Droli
Editore: Forum Editrice Universitaria Udinese, 2007
Pagine: 320

Il testo:
– recepisce un termine – Partnering – che esprime il concetto di alleanza/unione già presente nei settori aerospaziale, il siderurgico o l’automobilistico od altri a forte intensità di capitali;
– assegna un nome preciso alla disciplina della co-operazione per lo sviluppo turistico;
– individua le 10 prestazioni essenziali (le “10A” del Partnering) su cui è necessario intervenire per migliorare i risultati prodotti da due o più organizzazioni che lavorano insieme;
– propone tre metodi diversi il primo dei quali si basa sul … buon senso costituito dalla conoscenza delle buone prassi da imitare, ma anche dai tranelli da evitare nelle diverse fasi della cooperazione ed in grado di produrre risultati a brevissimo termine. Il secondo tipo di soluzione è meno superficiale del primo, richiede più lavoro, è costituito da un percorso di passaggi precisi per ciascuna delle 10 variabili individuate e quindi può produrre incrementi di produttività nel breve-medio termine. Il terzo e più approfondito tipo di soluzione valido anch’esso nel breve-medio termine è costituito da 10 modelli di rappresentazione statistica – grafici che “fotografano” malfunzionamenti nascosti, permettono di adottare correttivi specifici e di migliorare i risultati prodotti.
– definisce l’insieme delle decisioni da assumere nei confronti di ciascuna variabile come partnering-mix;
– presenta i compiti di una figura professionale oggi mancante: il Coordinatore della partnership strategica, decisivo nel momento in cui si desidera affrontare i problemi dello sviluppo per risolverli in una logica interdiscplinare.
Questo metodo si propone come una scienza vera e propria non solo per i motivi di cui alle righe precedenti, perchè rispetta il metodo scientifico.
I modelli di rappresentazione statistica sviluppati funzionano come un qualsiasi esame clinico. Questi modelli rendono osservabili le aspettative ed il comportamento di due o di uno sciame di organizzazioni, li traducono in numeri, consentono di individuare l’esistenza di un problema o meno, capirne il tipo e l’entità del problema stesso (diagnosi). Gli stessi modelli rendono possibili previsioni sulle conseguenze che derivano dal problema individuato (prognosi), consentono di individuare i correttivi da apportare e garantiscono la possibilità di verificare, mediante osservazioni successive i miglioramenti ottenuti.
La sfida che ci attende è costruire il nostro futuro insieme in modo attivo, senza rassegnazione ed anzi con grinta, per difendere la qualità della vita e tutelare l’ambiente. L’economia globale ha iniziato a correre ed è divenuta totale, ossia è formata da organizzazioni che “corrono” per arrivare sui mercati più attrattivi con i prodotti più remunerativi prima dei competitori.
“La sfida è questa. Quello che non possiamo fare è rifiutarci di accettarla.” (Bertossi)
Se vogliamo semplificare, fare marketing o dirigere un sistema turistico locale senza curare gli aspetti legati alla cooperazione è come “guidare un’auto senza l’impianto di servosterzo. Il volante gira lo stesso ma facciamo più fatica, certe manovre ci risultano difficili mentre alcune manovre sono addirittura impossibili” (Droli).

I contenuti:
Il testo desidera rispondere alle seguenti 10 domande, fa altrettante proposte di metodo e fissa le variabili corrispondenti.

L’IMPOSTAZIONE CORRETTA DELLA PARTNERSHIP STRATEGICA
– Come possiamo responsabilizzare al massimo i diversi decisori?

1. Conoscere i vantaggi, le opportunità, ma anche gli svantaggi e i tranelli della cooperazione da evitare prima di iniziare a lavorare insieme. Attrazione strategica

LA CREAZIONE DEL GRUPPO
– Come possiamo attenuare il problema degli obiettivi individuali in conflitto fra loro?

2. Definire il portafoglio dei servizi interni perché tutte le organizzazioni traggano il massimo dei vantaggi dalla strategia. Assestamento
– Come fare perché le organizzazioni escano dalla logica della routine?
3. Dare seguito alla strategia attraverso iniziative immediate, concrete e coerenti. Adeguamento

L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
– Come rendere prevedibili le relazioni interne ed evitare che l’attività non si irrigidisca, ma anzi mantenga ed aumenti il proprio slancio nel tempo?

4. Individuare i princìpi emersi come più importanti per il successo delle iniziative già realizzate e porli alla base di tutti gli accordi in modo da rendere questi ultimi efficaci ed efficienti anche al variare della strategia. Articolazione
– Come aumentare il numero dei partner e l’entità delle quote associative raccolte?
5. Dimostrare nei dettagli tipo ed entità dei primi risultati raggiunti, ossia ridurre il rischio di insuccesso della cooperazione. Adesione
– Come facilitare i cambiamenti del sistema d’offerta più impegnativi, ma previsti dal piano?
6. Allestire unità operative di prodotto e definire accordi tattici che agevolino la supervisione. Attivazione

IL RINFORZO CONTINUO
– Come migliorare la capacità della partnership di contribuire allo sviluppo economico e sociale locale?

7. Sincronizzare la velocità con cui la partnership diventa più operativa in base al ritmo con cui cambia la domanda di prodotti e servizi. Accelerazione
– Come integrare il prodotto nel senso della strategia ?
8. Coinvolgere partner il cui brand gode di minore visibilità ed il cui potere di negoziazione è inferiore al proprio ma più dinamici ed in grado di creare valore nell’offerta. Affiliazione
– Come accrescere lo “spirito di squadra” e creare un clima stabilmente cooperativo?
9. Trasformare i risultati ottenuti attraverso le iniziative collettive in maggiori opportunità di fatturato, di creazione d’impresa e di occupazione. Affiatamento
– Come apprendere la conoscenza che serve prima dei competitori e senza maturare forme di dipendenza dallo scambio?
10. Stringere accordi con partnership evolute della propria bilanciando al meglio sapere ceduto e sapere acquisito. Approccio

a. Applicare questo metodo significa intervenire non solo su alcune, ma sull’insieme delle variabili, qualsiasi sia la sequenza delle iniziative realizzate.

La sezione “Conclusioni” ospita infine:
– il mansionario del Coordinatore della partnership strategica;
– i principi-cardine della disciplina.

L’Autore
Maurizio Droli è sociologo economico-organizzativo, ricercatore e docente del Master di primo livello in Sviluppo turistico del territorio dell’Università di Udine e insegnante presso altri enti. È stato coordinatore di gruppi di ricerca in Spagna, Slovenia, Austria e in diverse regioni italiane. Dal 2004 è il responsabile del Sistema Informativo per la Gestione del Marketing-management e dell’Alleanza Turistica del Friuli Venezia Giulia (S.I.G.M.A.Tur.). Tiene seminari sull’evoluzione del mercato, sulla valorizzazione innovativa delle risorse e sulla partnership in Italia e in paesi emergenti dell’America centrale come Panama e Costa Rica.

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