Prospettive per l’impresa giovanile nel turismo

Rispetto alle prospettive di sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, come alternativa al progressivo
venir meno della sicurezza del “posto fisso”, il settore turistico ed in particolare quello dei turismi sostenibili, si pone in una posizione di privilegio, in termini di risorse disponibili e di opportunità occupazionali. Sotto questo profilo, il Giubileo può rappresentare per Roma un’occasione di crescita che, tuttavia, per essere impiegata al meglio, deve comportare la messa in campo delle innumerevoli risorse della città, anche in una prospettiva diversa da quella giubilare.

Rafforzando il calendario delle manifestazioni culturali, accanto a quello degli eventi religiosi, si potrebbe, ad esempio, migliorare la qualità urbana e, al tempo stesso, le probabilità di riuscita di un appuntamento religioso che, nelle stesse intenzioni della Santa Sede, vuole proporsi come momento di rinascita culturale oltre che di pellegrinaggio e di raccoglimento religioso. D’altra parte, come è stato possibile constatare anche in occasione di un recente viaggio promozionale in Norvegia, dove il 90% della popolazione è protestante, il grande interesse che il Giubileo suscita sotto il profilo della programmazione culturale, oltreché religiosa, ci ha spinti ad avviare una collaborazione con gli enti locali per la stesura di un calendario in grado di dare risposta a questo specifico e vastissimo settore della domanda.

L’occasione del Giubileo

Ma se l’intenzione comune agli enti locali e alla Santa Sede è di cogliere l’occasione del Giubileo per un rilancio, anche culturale, dell’immagine di Roma e della sua capacità di accoglienza, occorre tener presente che, non meno delle piogge acide o dell’effetto serra, anche il turismo, come tipico fenomeno transfrontaliero, può creare seri problemi all’ambiente, naturale o culturale che sia. Solo nel ’96, il turismo, che è ormai indiscutibilmente l’attività produttiva più rilevante a livello mondiale, ha fatto muovere poco meno di 600 milioni di persone, con un giro di affari di oltre 423 miliardi di dollari, e già si prevede che, entro il 2005, le attività turistiche saranno in grado di generare l’11,4% del P.I.L., dando lavoro a 305 milioni di addetti. Le dimensioni del fenomeno e le previsioni di crescita sono dunque tali da imporre l’adozione di una serie di misure a carattere internazionale, in grado di prevenire i danni che il turismo può produrre all’ambiente.

Tuttavia, i risultati cui è pervenuta la comunità internazionale, in occasione della Conferenza dell’O.N.U. sull’ambiente e lo sviluppo, svoltasi a Rio nel 1992, già permettono di individuare alcuni principi applicabili, per analogia, anche al settore del turismo. Il estrema sintesi, facendo riferimento a modelli di produzione e di sviluppo sostenibile, il turismo dovrà contribuire a migliorare la qualità della vita, nel rispetto e nella salvaguardia dell’equilibrio ambientale, mentre gli Stati dovranno cooperare alla creazione di un sistema economico aperto, in cui i servizi turistici possano inserirsi secondo modelli di sostenibilità, tenendo presente che la pace, lo sviluppo e la protezione dell’ambiente sono elementi interdipendenti, che la salvaguardia ambientale deve costruire parte integrante dei processi di sviluppo del turismo e che, se le strategie turistiche vanno sviluppate secondo il principio della concertazione permanente, l’adozione degli strumenti di pianificazione deve invece avvenire a livello locale.

Programma di azione

Ma gli stati devono anche cooperare alla diffusione dell’informazione sui rischi di quelle catastrofi naturali che possono avere impatto sul turismo, mentre il turismo deve avere la capacità di creare posti di lavoro, nel riconoscimento e nel sostegno della cultura, dell’identità e degli interessi di chi risiede nelle località in cui si sviluppa, come pure nel rispetto delle normative internazionali sulla protezione dell’ambiente.

Sotto questo profilo, nel Programma di azione per uno sviluppo durevole, l’Unione Europea ha indicato il turismo tra i cinque settori economici che hanno o possono avere un particolare impatto sull’ambiente, mentre l’art.2 del Trattato di Maastricht indica, come obiettivo prioritario, la promozione di una crescita sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Sempre in base alle indicazioni contenute nel Programma d’azione, questo obiettivo si realizza attraverso l’integrazione delle considerazioni ambientali nella formazione e nell’attuazione delle politiche economiche e settoriali, nelle decisioni delle autorità politiche, nella elaborazione e nella messa a punto dei processi produttivi e nel comportamento e nelle scelte del singolo cittadino. Tuttavia, poiché il raggiungimento di un simile equilibrio presuppone un’azione concertata tra le parti interessate, che possono avere nel breve periodo priorità divergenti, occorre favorire l’instaurarsi di un dialogo basato su una informazione il più possibile corretta ed obiettiva. E dal momento che, nel caso del turismo, un ambiente naturale e culturale intatto è un valore, quanto rappresenta la condizione essenziale al suo sviluppo qualitativo, oltreché quantitativo, l’art.130 del trattato di Maastricht prevede che la dimensione ambientale venga inserita in tutte le politiche settoriali e, quindi, anche
in quella relativa al turismo. Per garantire un buon livello di qualità ambientale ai residenti, ai turisti ed ai visitatori, bisogna quindi rimuovere le cause del suo degrado, facendo in modo che il turismo diventi uno strumento attraverso il quale dare attuazione a una politica di protezione ambientale preventiva.

Tornando al caso di Roma, le priorità riguardano la necessità di ridurre l’impatto negativo causato dalla mobilità, di individuare la protezione dell’ambiente naturale e culturale in tutti i servizi e prodotti turistici e di ridurre l’uso delle risorse naturali, come l’energia e l’acqua, e la produzione di rifiuti nei servizi complementari e della ristrutturazione.

D’altra parte, nonostante il suo profondo radicamento socio-economico della città, il turismo romano è stato a lungo vissuto senza una vera regia, con lo sviluppo autonomo e a volte disordinato che risulta dalla particolare concentrazione dei flussi turistici in determinate zone della città.

Un modello diffuso di poli di attrazione

Questa eccessiva polarizzazione,sia nel tempo che nello spazio, contribuisce al degrado dell’ambiente, con il rischio di ridurre progressivamente la qualità dell’offerta turistica romana, compromettendone il livello di competitività e di attrattività. In effetti, è ormai diffusa la consapevolezza che la qualità del prodotto turistico, su cui si misura il suo grado di concorrenzialità, non dipende dalla singola impresa ma, in larga misura, da fattori che sono al di fuori di essa.

Questo semplice assunto, che assume particolare rilevanza e drammaticità nelle aree turistiche meno sviluppate, presuppone la necessità di realizzare forme di partneriato di varia natura, sia di tipo verticale che orizzontale, riferite a singoli comparti dell’offerta turistica come alla collaborazione tra partner omogenei, disomogenei o complementari. Ed è proprio in considerazione della rilevanza e della particolare attualità del tema del partneriato tra pubblico e privato che la Presidenza del Consiglio ha promosso, a Roma,una conferenza/dibattito alla quale hanno aderito molti Stati membri dell’O.C.S.E., in rappresentanza dei Paesi economicamente più sviluppati. Tuttavia, per favorire il dialogo sociale, la concertazione non può limitarsi a un esercizio verbale, ma deve produrre risultati concreti che, in questo campo, si identificano attraverso i cambiamenti relativi alla sostenibilità, vale a dire, attraverso il bilanciamento, nello spazio e nel tempo, delle necessità espresse dall’economia, dalla società e dall’ambiente.

Se è vero che la maggior parte dei soggetti che operano in campo turistico, piuttosto che fare di questi riferimenti una ragione di vita, preferiscono assecondare e, se possibile anticipare i gusti e le aspettative del cliente turista e che è a questi soggetti che le autorità, per dovere istituzionale e nell’interesse della collettività, devono fare riferimento, quel che manca, allora, è proprio l’interazione, il colloquio continuo ed il confronto franco e definito tra posizioni non sempre convergenti. Bisogna dunque costituire un forum, che potrebbe essere rappresentato dal costituendo consiglio di amministrazione dell’azienda di promozione turistica del Comune di Roma, all’interno del quale ciascuno possa interrelarsi con esperienze, contributi e conoscenze diverse. Quanto al partneriato, dovrà essere la base per la costruzione di un sistema di valutazione, di gestione e di certificazione della qualità ambientale dell’offerta turistica romana.

Marchio di qualità differenziato

Lo scopo è quello di integrare, nella gestione del sistema produttivo, gli aspetti relativi all’ambiente, anche attraverso una serie di strumenti che ne facilitino l’applicazione,attraverso la produzione di manuali, di programmi e di metodologie di valutazioni, come l’auditing ambientale, per verificare periodicamente se il sistema di gestione ambientale è correttamente applicato ed efficace e, infine, la certificazione del sistema di gestione ambientale, da attuarsi attraverso una verifica tecnica che autorizzi il riconoscimento ufficiale, a livello europeo, di un marchio di qualità differenziata a secondo della tipologia del servizio e del prodotto turistico che, in linea con quanto stabilito a livello nazionale ed europeo, potrebbe costituire un prezioso strumento di riqualificazione dell’offerta turistica delle nostre città.

Un settore in rapida trasformazione e sempre più determinato dalle grandi compagnie internazionali, crea infatti grossi problemi di gestione alle amministrazioni, siano essere locali o nazionali, ma anche alle piccole e medie imprese, molto più diffuse nel settore turistico che in qualsiasi altro comparto produttivo, per le quali è più difficile adeguarsi ai tempi ed alle condizioni imposte delle grandi multinazionali.

Diventa quindi ancora più importante collegarsi alle altre realtà europee per scambiarsi dati ed informazioni, per verificare le rispettive esigenze sulle modalità di gestione dei flussi turistici e sulla riduzione dell’impatto ambientale, per massimizzare gli effetti positivi a livello occupazionale, per limitare gli ostacoli alla crescita del turismo e per cooperare nelle campagne promozionali.

Del resto, il turismo riveste grande importanza per tutti i paesi dell’Unione Europea per la quale, malgrado la scarsa attenzione finora riservata al settore, il turismo urbano rappresenta, tra i molti turismi possibili, quello che più di ogni altro può contribuire a risolvere i numerosi problemi economici e sociali che tendono sempre più a concentrarsi nelle aree metropolitane.

La collaborazione avviata in questo campo, su iniziativa di questa amministrazione, ha assunto quindi una valenza anche politica di promozione delle istanze delle città turistiche europee nei confronti del Parlamento, della Commissione e delle altre Istituzioni dell’Unione, anticipando i contenuti delle normative e delle politiche di sviluppo regionale. La conoscenza del fenomeno turistico nelle aree urbane e, quindi, la disponibilità di informazione qualitativamente e quantitativamente valida è infatti essenziale per ogni politica che voglia migliorare la qualità ambientale dell’offerta, in quanto rappresenta la principale fonte di conoscenza alla quale possono far riferimento il cittadino, gli operatori e le amministrazioni pubbliche, come componenti del corpo sociale inteso nella sua globalità.

Un dipartimento del turismo capitolino

Pertanto, per adeguarsi alle altre città europee, anche il Comune di Roma provvederà a dotarsi di un dipartimento per il turismo incaricato di gestire tutti gli aspetti che un settore così vasto e complesso può implicare, superando definitivamente l’attuale situazione che trova nell’ufficio speciale uno strumento funzionante, ma non sufficientemente funzionale e flessibile per fare fronte agli eventi che attendono la città nei prossimi anni. In atri termini, non ci si può ricordare del turismo solo per affermarne la centralità del ruolo nel futuro della città, ma occorre organizzare conoscenze e competenze amministrative che sappiano opportunamente svolgere una funzione di guida e di supporto a favore di un settore che non può più affidarsi alla provvidenza.

Per concludere, la dotazione di strumenti e di infrastrutture e la collaborazione internazionale intesa come strumento di riferimento continuo, devono servire al raggiungimento di forme di turismo sostenibile in cui, oltre all’efficienza economica ed all’incremento dell’occupazione, vengono considerati anche i problemi dell’equità sociale e della riduzione dell’impatto delle attività turistiche sull’ambiente naturale e sui beni culturali.

Questa è la strada che ci siamo impegnati a percorrere, con l’intenzione di indicarne il tracciato in collaborazione con gli operatori privati e le associazioni di categoria, per offrire finalmente a Roma una concreta politica per il turismo, condivisa sia dall’amministrazione che dai principali attori di uno scenario sicuramente complesso, ma in grado di esprimere notevoli potenzialità in termini economici, occupazionali e di rilancio, a livello internazionale, della immagine della città.

di Francesco Carducci Artenisio
Consigliere di Amministrazione
Agenzia di Roma per la Preparazione del Giubileo
ex Assessore al Turismo-Comune di Roma

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