Natura e cultura fra mare e monti

La varietà dell’offerta calabrese

Ringrazio vivamente il Dipartimento del Turismo e tutti gli Enti che hanno promosso e collaborato alla organizzazione del Forum “Le risorse dei turismi sostenibili nei parchi urbani e nelle aree protette” per aver voluto inserire nella sezione dei lavori dedicata al progetto APE, tra gli interventi programmati, anche la voce della Regione Calabria.
Non è questa la sede per evidenziare quale è l’importanza che il turismo ha per lo sviluppo della Regione che rappresento. Situazioni oggettive, dati incontrovertibili sulla realtà socio-economico della Regione, non possono che confermare che, puntando favorevolmente sull’industria di trasformazione del turismo e dell’agricoltura, la Calabria, in un breve periodo, può recuperare il grande distacco che, in termini di Prodotto interno Lordo, la divide da altre realtà del Paese.
La Regione Calabria, tuttavia, dal punto di vista del suo sviluppo turistico, ha sinora concentrato il sistema di offerta essenzialmente nell’aerea del litorale caratterizzandosi come tipica destinazione meridionale del turismo balneare.
L’esame dei dati relativi alla ricettività presente sul territorio evidenzia quanto detto, atteso che, recuperando i dati ISTAT 1995, recentemente pubblicati, a fronte dei 647 esercizi alberghieri esistenti nella regione, quelli montani non superano i 60 con una dotazione in posti letto pari a non più dell’8% rispetto al totale regionale di 56.000 posti letto. L’esame dei dati relativi agli arrivi e presenze, ancora di più esalta il disquilibrio esistente, su circa 800.000 arrivi in totale, quelli che afferiscono le località montane sono stati, tra italiani e stranieri 6.052, mentre in termini di presenze, su oltre 4.500.000 presenze registratosi nel 1995, soltanto 20.811 afferiscono le località montane.
Tralascio considerazioni in merito alla tipologia del patrimonio ricettivo montano, peraltro, non in linea con opportuni requisiti di concorrenzialità, tralascio un ulteriore approfondimento circa la distribuzione di posti letto sul territorio, anche se ritengo interessante evidenziare che su complessivo 8% oltre il 50% gravita nel comprensorio silano. Di recente, ed è questo un fatto positivo, che mi preme sottolineare, anche a livello regionale l’attenzione si è orientata verso la possibilità di diversificare l’offerta sia dal punto della tipologia delle strutture, sia della distribuzione sul territorio.

L’offerta turistica integrata

In particolare, si è valutata la possibilità di integrare l’offerta balneare con una qualificata proposta di beni culturali ed aree archeologiche ed il Progetto Monofondo degli itinerari turistico-culturali di Magna Grecia ne è una concreta e positiva testimonianza, sia sperimentando, attraverso il sostegno di finanziamenti dell’U.E. derivanti dall’Art.10 del Regolamento FERS, progetti di recupero e di utilizzazione a fini turistici delle aree interne ed in particolare della dorsale appenninica.
E’ partito da circa un anno nella Regione il Progetto LOISIR – creazione di posti di lavoro, nel turismo di prossimità che tende ad organizzare la fruibilità del segmento appenninico calabrese nell’ambito del progetto del Club Alpino Italiano “Sentieri Italia”
Tale politica di diversificazione, sicuramente necessaria e coerente con la prospettiva di mantenere e di recuperare quote di mercato significative per le regioni meridionali, sconta però il limite di essere proposta tutta sul lato dell’offerta con una ancora scarsa considerazione delle dinamiche di mercato, della caratteristica dei segmenti emergenti, delle possibili nicchie ancora remunerative, degli obiettivi complessi in termini di identificazione nell’immaginario turistico.
Tale politica, se non legata ad un disegno di sviluppo che interessi aree più vaste che travalicano i confini regionali, che le diano quella forza dì urto in grado di sensibilizzare i grandi bacini della domanda, rimarrà legata, a mio parere, a sporadiche congiunture favorevoli o fortunate iniziative imprenditoriali. Da questo punto di vista, il progetto APE rappresenta, per la mia regione, un riferimento ed uno stimolo di grandissima importanza.

La biodiversità come attrattiva turistica

“Uno dei miei primi amori si chiama Calabria. E’ l’amore per la natura, il sole meridionale, la macchia mediterranea, le montagne vaste e solitarie, l’esplorazione dei grandi luoghi leggendari del Mezzogiorno”, “cercavo un mondo lontano dai confini indistinti, una terra genuina dove ritrovare emozioni semplici e antiche, legate ai ritmi della vita e dell’eterno ritorno delle stagioni”. La citazione è di Francesco Tassi; l’ho ripresa perché credo che più di ogni altra, anche per la sua attualità sintetizzi ciò che questa Regione ancora, nonostante la mano insipiente dell’uomo tenti di stravolgere, può rappresentare un patrimonio naturale e ambientale del paese e nella costruzione dell’ideale ponte biotico tra le diverse regioni che concorrono a rendere l’Italia il paese più ricco di bio diversità del continente europeo.
L’inserimento della Regione Calabria nella filosofia del progetto APE appare fatto necessario e, oserei dire, irrinunciabile. Le motivazioni, gli obiettivi e le linee guida del progetto APE esauriscono le esigenze che devono caratterizzare la salvaguardia dell’ambiente montano, la diversificazione e la qualificazione dell’offerta, l’inserimento della stessa in uno scenario europeo.
Pone precisi riferimenti anche integrativi se necessario della vigente normativa statale perché nella Regione si salvaguardi il territorio,evitando lo scempio che ha caratterizzato dagli anni 60 in poi lo sviluppo di alcune aree costiere; creare un prodotto turistico omogeneo con caratteristiche tematiche alternative tali da porre la natura, l’ambiente, quale richiamo costante arricchito da elementi di interesse culturale, archeologico, e nella fattispecie della Calabria per la sua conformazione geomorfologica, anche marino.

L’offerta interregionale rappresenta un momento di novità e di alternativa

Ad offerte già consolidate, ritengo siano tutti elementi a supporto di una volontà di partecipazione che non può trovare ostacoli di alcuna natura.
Un’ultima considerazione che riguarda la Calabria: nell’ambito dell’offerta turistica, oltre alla crescita del turismo naturale e montano, sta emergendo un sistema di parchi e aree protette, che per estensione e caratteristiche naturali, ritengo possa assumere un ruolo non marginale, ma necessario alla definizione dell’Appennino, Parco d’Europa. Nella Regione, oltre ai Parchi Nazionali di recente istituzione e mi riferisco a quello del Pollino e a quello dell’Aspromonte, si sta operando per ridefinire ed ampliare i confini dello storico Parco Nazionale della Calabria identificandolo come Parco Nazionale della Sila e, per affiancare al Parco Regionale delle Serre, una serie di proposte interessanti ed in stato avanzato di valutazione, per l’istituzione di una serie di aree naturali sulla catena costiera (Parco Nazionale Potame – Monte Cucuzzo, Parco Naturale Montalto, Parco Naturale Monte Caloria). Tale sistema di offerta costituisce un ulteriore elemento di differenziazione della Calabria dalle altre Regioni meridionali che mi auguro possano anch’esse, trainate dalla Calabria, inserirsi nel progetto.
Le esperienze in atto, attraverso il Progetto LOISIR, il richiamo ai progetti Leader già in fase di avanzata attuazione, nella Regione, lo sviluppo dell’agro-turismo, sensibile negli ultimi anni, una nuova coscienza anche a livello politico sull’importanza dell’ambiente quale essenziale componente di qualsiasi processo di crescita anche occupazionale, la necessità di consolidare e rafforzare processi di integrazione di più economie e di coinvolgimento di più realtà, sono i necessari presupposti che, in tempi medio-brevi, andranno a caratterizzare lo sviluppo sostenibile in gran parte delle aree interne della Regione.
La volontà di predisporre azioni di coordinamento e di integrazione degli strumenti legislativi, pianificatori e programmatori, elementi propri e costanti del Progetto APE rafforzano ancora di più la mia convinzione che ho già rappresentato affinché, anche con la collaborazione di tutti i soggetti che hanno pensato e creato il Progetto APE, l’inserimento della Calabria nel progetto possa avvenire nel più breve tempo possibile.

di Giancarlo Perani
Assessore al Turismo,Industria Alberghiera,Sport,
Spettacoli e Tempo Libero della Regione Calabria

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