Il distretto culturale di Viterbo

Attrattive culturali e organizzazione del territorio

Un distretto culturale è un sistema di relazioni, territorialmente delimitato, che integra il processo di valorizzazione delle dotazioni culturali, sia materiali che immateriali, con le infrastrutture e con gli altri settori produttivi che a quel processo sono connessi. La sua realizzazione ha l’obiettivo, da un lato, di rendere più efficiente ed efficace il processo di produzione di “cultura” e, dall’altro, di ottimizzare, a scala locale, i suoi impatti economici e sociali.

Più specificamente, il distretto culturale può essere definito come un sistema reticolare, spazialmente delimitato, il cui nodo centrale è costituito dal processo di valorizzazione dell’asset territoriale rappresentato dai beni culturali, mentre gli altri nodi sono rappresentati : dai processi di valorizzazione delle altre risorse del territorio (i beni ambientali, le manifestazioni culturali ed i prodotti della cultura materiale ed immateriale del territorio, ecc.); dalle infrastrutture territoriali (servizi di trasporto, per il tempo libero, ecc.); dai servizi di accoglienza e dall’insieme delle imprese la cui attività è direttamente collegata al processo di valorizzazione dei beni culturali.
Nel gennaio del 2002 ha avuto ufficialmente inizio il progetto per la realizzazione di un distretto culturale nella provincia di Viterbo, voluto da un tavolo di soggetti, pubblici e privati, che hanno
costituito il Comitato di Valutazione che ha vagliato i vari stati di avanzamento del progetto e ne ha approvato la versione finale. Il Comitato è stato composto dalla Fondazione CARIVIT, dalla Provincia, dal Comune, dall’Università della Tuscia, dalla Camera di Commercio e dalle principali Associazioni di categoria di industria, artigianato, agricoltura e commercio.
La fase di analisi, propedeutica e necessaria per la progettazione del distretto ha avuto come obiettivo quello di determinare il rapporto fra la presenza e qualità dei beni culturali e la performance economica dci vari Comuni della Provincia. A questo fine sono stati analizzati alcuni indicatori riconducibili a quattro categorie: l’accessibilità e dimensione dei Comuni, le dotazioni culturali, le dotazioni economiche e quelle territoriali. Su questi dati è stata fatta un’analisi delle componenti principali (ACP) che ha consentito di visualizzare gli indicatori spazialmente, secondo le correlazioni esistenti fra loro.

Partendo dagli stessi indicatori, l’analisi cluster è servita per distinguere la provincia in cinque classi di Comuni simili fra loro. Come è evidente da queste schematizzazioni, il Comune di Viterbo, l’unico in cui è presente una correlazione di alto livelli fra beni culturali e performance economiche ha rappresentato una classe a sé.
Nel complesso, dall’analisi è risultata una bassa rilevanza del patrimonio culturale ai fini del determinarsi della situazione economica dell’area. La provincia di Viterbo, infatti, nonostante l’elevata dotazione di risorse culturali, mostra una scarsa interazione fra questa dotazione e il livello della performance economica. Il patrimonio culturale appare pertanto nettamente sottoutilizzato nell’ambito delle dinamiche economiche provinciali, ad esclusione di alcuni casi molto isolati, come Tarquinia, oltre alla città di Viterbo.

Un distretto plurale

In base agli esiti delle analisi condotte, la specializzazione tipica del distretto culturale, nel viterbese, va articolata in quattro diverse polarità, ognuna distinta da un mix specifico di risorse culturali da valorizzare. Le quattro polarizzazioni corrispondono in buona misura ad articolazioni spaziali:

• l’Area di Viterbo;
• l’Alta Tuscia;
• la Cintura del Sud;
• il Sistema dei centri storici.

Le strategie distrettuali complessive da realizzare al livello dell’intero sistema provinciale, quindi, dovranno riguardare l’essenza unitaria dell’offerta territoriale viterbese, che ha a che fare con l’elevata qualità culturale e ambientale complessiva, fruibile, sia dai turisti, sia dagli attori di un vasto sistema metropolitano che unisce Viterbo a Roma. Una offerta che ha per oggetto, complessivamente, lo stare bene del fisico e della mente. Il distretto culturale di Viterbo offre la possibilità di una esperienza che consente di rilassarsi senza annoiarsi, visitare senza stressarsi, entrando in contatto con un territorio ricco di proposte culturali, naturalistiche, eno-gastronomiche, termali e dalla elevata qualità ambientale.

Il viterbese consente un turismo lento slow tourism, che non richiede lunghi spostamenti, grandi imprese, né il tipico stress delle città d’arte troppo congestionate e nello stesso tempo gode di una varietà di contesti (mare, montagna, campagna, lago) e di occasioni stimolanti Si riescono così a combinare benefici che, in altri contesti, sono spesso in alternativa: divertimento, cultura, sport, salute e relax.
L’obiettivo del distretto, quindi, è quello di rafforzare gli attrattori deboli, creando un sistema reticolare con una molteplicità di livelli di servizio: dalla comunicazione all’accessibilità, dalla ricettività alla ristorazione, dalla gestione dei beni culturali e delle aree archeologiche all’organizzazione dei parchi, dall’artigianato ai prodotti neo-gastronomici. Allo stesso modo, strategie integrate e interconnessioni complessive saranno necessarie per valorizzare le potenzialità del territorio in relazione alla domanda complessa che emerge dal sistema metropolitano più vasto nel quale Viterbo è inserita. L’iniziativa distrettuale d’insieme dovrà affrontare tematiche generali, riguardanti i trasporti, il sistema di qualità, la messa in rete delle risorse culturali, le strategie di comunicazione, il coordinamento istituzionale.
Le politiche distrettuali si qualificheranno inoltre per la loro capacità di far convergere, accanto alle filiere produttive coinvolte primariamente nel sistema, tutti i settori produttivi esistenti.
Resta,comunque, da affrontare e sciogliere uno dei nodi problematici che costituiscono una reale difficoltà nelle realizzazione del distretto. Tale nodo è rappresentato dalla bassa accessibilità complessiva dell’area, dovuta, in via principale, alla sottoutilizzazione dei collegamenti ferroviari con la capitale e alla conseguente predominanza della modalità di trasporto private e su gomma.

Le azioni di supporto al distretto culturale di Viterbo

Come si è anticipato, oltre ad azioni specifiche per le varie aree comprese nel distretto, (vedi finestra) è sembrato necessario prevedere dei progetti orizzontali che interessano tutta la provincia; si tratta di azioni preliminari progettate come sostegno alla strategia generale di riorganizzazione dei beni culturali e di innalzamento della qualità complessiva dell’offerta della provincia.

La rete della cultura

Nessuna delle risorse culturali e ambientali locali, per quanto pregevole, ha da sola la capacità di produrre la massa critica di utenti indispensabili per una gestione sostenibile, in grado, non solo di assicurarne la “sopravvivenza”, ma soprattutto lo sviluppo di iniziative e di proposte significative per il territorio, che implicano il dispiego di imponenti risorse finanziarie, umane, tecnologiche, organizzative. I beni culturali e i beni ambientali della provincia di Viterbo, individualmente considerati sono attrattori debolissimi, sia nei confronti dell’utenza locale, sia nei confronti di quella extralocale. Una metodologia di lavoro fondata sulla messa in rete dei beni territoriali, in vista di una integrazione dell’offerta (fra beni culturali diversi; fra beni ambientali; fra beni culturali e beni ambientali), e salvaguardando le specificità e la tipicità di ogni elemento, quindi può consentire, tanto agli operatori, quando agli utenti, di condividere i benefici di una gestione coordinata e sistemica.

Il sistema di qualità

L’obiettivo da raggiungere è quello di applicare il concetto di qualità non più ad un singolo processo, ad una singola realtà produttiva o ad un solo elemento del territorio, ma di estenderlo ad ambiti più vasti, arrivando a realizzare un Sistema Qualità Globale.
L’obiettivo del progetto è perciò quello di garantire adeguati standard di qualità nel settore dei prodotti agro-alimentari tipici, dei servizi turistici e dell’ambiente. In quest’ottica la creazione di una Marca territoriale, cui ricondurre i marchi di qualità dei singoli prodotti e servizi, rappresenta uno strumento importante per l’identificazione delle caratteristiche che connotano l’area e le sue risorse.

Il piano di comunicazione

Oltre al turismo, che verrà valorizzato in tutte le sue componenti, il piano di comunicazione mira a dare sostegno ad altre attività economiche, meno direttamente collegate all’offerta culturale, ma ugualmente interessanti in un’ottica di lungo periodo. Esso sarà sviluppato anche per facilitare (in modo indiretto) lo stesso processo strategico del marketing territoriale. La valorizzazione dell’offerta culturale della provincia dovrà essere comunicata attraverso iniziative atte ad aumentare la visibilità dell’offerta attuale e futura del distretto, e attraverso attività di comunicazione utili a migliorare la fruibilità dei beni/servizi culturali e ambientali della provincia, nonché a favorire ulteriori investimenti coerenti con il posizionamento.

Il piano di gestione

La costituzione di un’Agenzia di sviluppo rappresenta un’ipotesi flessibile e razionale per garantire una gestione unitaria e coordinata del patrimonio culturale e ambientale della provincia di Viterbo, promuovendone la piena valorizzazione. L’Agenzia ha l’obiettivo generale di favorire la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio provinciale, la cui gestione (anche sul piano del marketing) è oggi frammentaria ed inefficace. Essa agisce perseguendo questi obiettivi specifici:

• sostenere su un piano tecnico e logistico i processi di concertazione fra partner ed attori locali impegnati nella gestione e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale;
• incrementare la capacità di attrazione del territorio provinciale e la conoscenza delle risorse:
• sostenere le funzioni di programmazione e progettazione locale nel campo della tutela, della valorizzazione e della fruizione sostenibile del patrimonio;
• dare impulso alle funzioni di attrazione degli interventi di tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio, attraverso la consulenza e l’orientamento degli operatori locali;
• favorire la diffusione di modelli di gestione dei beni basati sulla sostenibilità, la qualità e l’innovazione;
• garantire la conoscenza, l’integrazione la sorveglianza e la valutazione degli interventi realizzati sul territorio provinciale nel campo dei beni culturali e ambientali.

Le attività dell’Agenzia possono essere riportate a due aree, l’una di natura propriamente istituzionale, l’altra riguardante invece l’erogazione di servizi. Nell’ambito della prima area, l”Agenzia agirebbe supportando, integrando e mettendo in rete le attività eventualmente già svolte da altri enti istituzionali, sulla base di un processo concertativo. Le attività relative alla seconda area
verrebbero erogate ponendo attenzione a non dar luogo a fenomeno di “spiazzamento” o sostituzione dell’offerta esistente ma anzi sostenendo gli operatori e il mercato locali. Sul piano temporale, si assume che le attività di natura istituzionale debbano partire immediatamente con l’avvio operativo dell’Agenzia, mentre le attività di mercato possono avere inizio nelle fasi successive.

di Francesca Neri

AREA DI VITERBO

Il distretto culturale da costruire nell’area di Viterbo è caratterizzato dall’offerta di cultura intangibile, sia per la presenza dell’Università, sia per il ruolo di centro strutturato a forte sede di iniziative di comunicazione.

Obiettivi
Rafforzamento delle capacità di produrre e gestire cultura e di comunicare la valenza culturale dell’area, diversificando i prodotti in una complessiva strategia di promozione della qualità

Target
La domanda di riferimento è composta dai fruitori della produzione culturale, locali ed esterni, dal turismo culturale, dal turismo di formazione, anche internazionale, dai fruitori dei centri di benessere e cura, degli operatori commerciali interni ed esterni, in particolare del settore agroalimentare ed eno-gastronomico.

ALTA TUSCIA

Il distretto culturale dell’Alta Tuscia, in cui compaiono Comuni che condividono un livello, spesso grave, di ritardo di sviluppo, si impernia sulla valorizzazione di un sistema di produzione enogastronomiche tipiche di alta qualità, sulla straordinaria dotazione di beni ambientali e sulla ricchezza dei centri storici.

Obiettivi
Gli obiettivi delle politiche distrettuali per l’Alta Tuscia sono la crescita e lo sviluppo qualitativo dell’offerta culturale-ambientale ed enogastronomia e la crescita di fruibilità di un patrimonio territoriale diffuso.

Target
Il segmento di domanda di riferimento per quest’area è composto da operatori locali nei settori agroalimentare e della ricettività, da estimatori (anche esteri) della qualità ambientale e dell’eno-gastronomia, ma anche da utenti giovani alla ricerca di esperienze naturalistiche e stimolanti anche sotto il profilo formativo.

LA CINTURA DEL SUD

Questa parte della provincia di Viterbo trova il suo posizionamento distretto culturale nell’offerta di servizi metropolitani complementari rispetto alla capitale. Il particolare, si tratta dell’offerta di risorse ambientali significative, non solo per l’ormai tradizionale turismo balneare, ma per nuove ed emergenti domande di sport, di educazione, di spazi congressuali residenziali. Inoltre, in questo distretto è necessario orientare e gestire in senso qualitativo la propensione all’escursionismo e alle permanenze brevi.
Il distretto fa pertanto riferimento all’intera gamma delle filiere dei servizi, intesi in senso lato, particolarmente a quelli di supporto alla attività del tempo libero.

Obiettivi
L’obiettivo a cui le strategie di sviluppo devono per la Cintura del Sud è quello di sviluppare il settore dei servizi in un quadro di sistema metropolitano complessivo.

Target
Gli interventi programmatici andranno organizzati in rapporto a una domanda composita di area, che ha il suo bacino di riferimento principale nell’area metropolitana di Roma, di cui il turismo balneare e l’escursionismo sono solamente una componente, oggi più visibile, ma certamente non esclusiva.

IL SISTEMA DEI CENTRI STORICI

L’asset principale sul quale si costruisce quest’ultimo distretto, che interseca geograficamente gli altri, è costituito dal sistema dei centri storici, in gran parte inalterati.

Obiettivi
Obiettivo principale degli interventi da realizzare in quest’area è di rendere percepibile l’esistenza del sistema urbano diffuso, di orientare a tale sistema la programmazione economica e territoriale e di comunicare i pregi in termini di residenzialità e fruizione complessiva.

Target
La domanda di riferimento, in parte almeno, sarà originata all’interno stesso del territorio viterbese e riguarderà soggetti interessati a investimenti immobiliari di grande interesse,anche storico, dotati di buona qualità ambientale e da un accettabile effetto-città diffusa. Parte della domanda riguarda quei segmenti turistici che ricercano un equilibrio fra cultura, natura e risorse eno-gastronomiche.

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