Grandi opere e flessibilità per l’incoming turistico

Dopo la flessione degli arrivi e delle presenze turistiche seguite dall’attentato alle Torri Gemelle e alle successive vicende – la Sars e la guerra – che hanno vanificato sul nascere i timidi segni di ripresa del 2002, la crisi economica mondiale ha colpito i redditi familiari proprio in quei paesi che rappresentano le aree tradizionali di generazione dei flussi turistici diretti a Roma e nel Lazio. Ma possiamo dire che il sistema di offerta dell’area romana ha avviato un diffuso processo di miglioramento dei servizi e delle prestazioni che certamente consentirà di cogliere con successo le occasioni che si presenteranno all’uscita del tunnel recessivo.
Ciò è stato possibile sia per la grande flessibilità produttiva delle imprese romane che operano nel turismo e dell’intrattenimento, sia per la intelligente promozione che si è rivolta a nuovi mercati, quelli di lingua francese, il mercato iberico e lo stesso mercato domestico che ha fatto registrare un vivace aumento di connazionali preferendo la nostra Capitale alle altre capitali europee.
Guardando, poi, alle prossime stagioni turistiche, tra le iniziative promozionali deve essere segnalato soprattutto la manifestazione BUY LAZIO che, nell’edizione del 2003 è stata particolarmente attenta alla domanda europea, sia dei paesi che entreranno a far parte dell’Unione, sia alla stessa Russia, i cui cittadini continuano a mostrare molto interesse per l’Italia e per Roma in particolar modo. Buy Lazio – nata dalla volontà dell’Unione delle Camere di Commercio della regione – è giunto alla settima edizione ed ha coinvolto, oltre agli enti locali, anche l’ARSIAL, l’Agenzia per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura nel Lazio, la quale ha saputo cogliere le potenzialità di viluppo del settore agroalimentare e delle produzioni tipiche, legato alla diversificazione dei consumi turistici.
Con lo slogan “dalla geografia al prodotto”, Buy Lazio è diventato il palcoscenico delle imprese turistiche che consentono di trasformare le risorse territoriali in prodotti/destinazione: con un’offerta segmentata – mare, arte e cultura, enogastronomia, ambiente e natura – sarà possibile facilitare la commercializzazione dell’offerta turistica più rispondente alle caratteristiche delle aree che ruotano intorno a Roma e al suo consolidato potenziale attrattivo. Per quanto riguarda la Capitale, poi, oltre alle iniziative promozionali portate avanti, oltre che dall’APT, anche dalla nuova Agenzia Comunale, assistiamo ad un vero e proprio “rinascimento” basato sulla realizzazione di grandi opere come l’Auiditorium di Renzo Piano e il Palazzo dei Congressi di Massimiliano Fuksas che stanno potenziando – e potenzieranno ancor di più in futuro – la capacità attrattiva della Capitale.
Ma, oltre a questi due monumenti architettonici, ad aumentare la “visibilità” di Roma, concorreranno anche le nuove grandi infrastrutture nate dalla collaborazione della CCIAA con gli enti locali, il Polo Tecnologico, che attirerà nuove imprese ed attività produttive, il Centro Ingrosso Fiori, che rilancerà il ruolo della Capitale come snodo di intermediazione del comparto florovivaistico, e soprattutto la nuova Fiera di Roma che potrà ricalibrare la stessa immagine turistica della città, ancora troppo alle polarità tradizionali storico-religiose.
Il nuovo Polo fieristico-congressuale, infatti, influenzerà non solo lo sviluppo delle relazioni di affari, ma anche la crescita e la diversificazione dell’incoming. Per questo motivo, nell’ambito delle analisi territoriali e delle valutazioni economiche che si stanno compiendo, dovranno essere tenute in conto anche le ricadute che le nuove strutture, fieristica e congressuale, avranno sui flussi dei visitatori e di “utenti della città”, sia per quanto riguarda la rilevanza dei flussi stessi, sia per quanto riguarda la loro composizione e le modalità di fruizione del territorio.
L’area romana si presenta, quindi, con le carte in regola proprio perché le nuove polarità attrattive, comprese anche quelle che hanno potenziato l’immagine “verde” della città, come i parchi urbani, sono stati inseriti nel Piano strategico di sviluppo del territorio metropolitano, tenendo conto che, per le diverse attività sviluppate e da sviluppare, vi è una forte interconnessione tra i diversi servizi che interfacciano la domanda di manifestazioni espositive, convegnistica, viaggi d’affari e viaggi incentive.
Con larghe ricadute di occasioni anche per nuove attività ed imprese che possano intercettare la domanda dei consumi e di intrattenimento non solo accresciuta ma, soprattutto, diversificata.
Le future prospettive di sviluppo confermano, quindi, la grande forza attrattiva di Roma anche perché essa è stata esplicitamente tenuta in considerazione durante la stesura del nuovo Piano Regolatore, che segna una discontinuità con il passato: nel PRG infatti, sono individuati gli ambiti di trasformazione della città, vere e proprie occasioni per consentire alle aziende un ruolo attivo nella soluzione dei problemi urbanistici, per dotare i quartieri della città consolidata dei servizi e delle dotazioni che oggi qualificano la vostra vita quotidiana.

di Antonio Nori

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