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Turismo

Il turismo comprende le attività delle persone che viaggiano e soggiornano in luoghi diversi da quelli di abituale residenza per non più di un anno consecutivo, per motivi di vacanze, affari o altri scopi.

In generale, quindi, per turismo s’intende un movimento di persone a breve termine, verso destinazioni distanti e diverse dal loro normale luogo di residenza, per affari o per piacere (Vd. Horner S. and Swarbrooke J).

Perché si abbia turismo, sono necessari, nell’ordine, tre fattori:
– lo spostamento di individui sul territorio (mobilità);
– il motivo che lo ha determinato;
– la durata dello spostamento stesso

Lo spostamento sul territorio deve avvenire verso luoghi diversi da quelli abitualmente frequentati (vengono esclusi pertanto gli itinerari percorsi verso i luoghi di residenza tra domicilio e luogo di lavoro e di studio, per recarsi a fare acquisti, per obblighi di famiglia, ecc.).

La durata dello spostamento non deve superare un certo limite oltre il quale il visitatore diventerebbe un residente del luogo: dal punto di vista statistico tale limite è fissato in sede Onu in un anno. La durata minima dello spostamento è di 24 ore o di un pernottamento e discrimina l’escursionismo (meno di 24 ore e nessun pernottamento) dal turismo.

Il motivo principale dello spostamento deve essere diverso dal trasferimento di residenza (definitivo o temporaneo) e dall’esercizio di un’attività lavorativa retribuita a carico dei fattori residenti nel luogo visitato. Ciò esclude dal turismo i movimenti migratori, anche stagionali, legati al lavoro nonché i trasferimenti dei diplomatici e dei militari (e delle loro famiglie) in un paese diverso dal proprio, nonché i rifugiati, i nomadi, etc.

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